venerdì 4 aprile 2014

Storie a lieto fine...

Il Romance non è altro che l’Amore quello con la A maiuscola, declinato in storie sempre diverse, intriganti, appassionanti trasferite su carta. Ma come accade nella vita vera, anche nel campo del Romance si devono seguire certe “regole”, ovvero uno speciale “canovaccio”. La trama esige dei clichés in cui noi lettrici ci ritroviamo e che gli scrittori di questo genere sono tenuti a rispettare quindi... scrittore avvisato, mezzo salvato!”


Regola principe: un romance che si rispetti deve avere sempre il lieto fine. L’eroe non deve morire. Magari può finire nella pentola dei cannibali, perdersi nel Sahara in compagnia di un cammello dalle gobbe rinsecchite, o essere travolto da un uragano o, ancora, trascinato negli abissi dalla cugina pestifera di Moby Dick… ma dovrà comunque uscirne sano e salvo e ci sta bene se ne esce sfregiato, zoppo, con un occhio solo o col corpo martoriato (meglio se muscoloso, eh?). Da ricordare, regola tra le regole, una parte delle sua anatomia deve essere considerata sacra (e so che avete capito quale…).


Non tutte le scrittrici la rispettano ma se la applicassero, ci risparmierebbero un sacco di noia: i due protagonisti si devono incontrare entro il primo o il secondo capitolo, sacrosanto. Sembra logico, vero? Eppure a volte non è così. Ho letto di recente un libro d’amore contemporaneo dove l’eroina arriva subito (eh, ci mancava!) ma l’eroe (che evidentemente aveva impegni inderogabili altrove…) si è presentato a pagina settanta su un totale di duecento. Il fellone. Navigazioni solitarie, eremiti, anacoreti quelli ci stanno in altri contesti ma nei romance, per carità, alle eroine date uno straccio di uomo, bello o brutto o sciancato che sia, ma dateglielo presto! Le poverette devono pur rodersi il fegato e soffrire e visto che noi lettrici ci struggiamo con loro, lo esigiamo. Ammettiamo una sola eccezione: quando c’è una “schiera” di eroi potenziali e noi e la nostra eroina dovremo passare il resto del libro combattute sulla scelta del maschio alfa di turno (che invidia, eh?)


Parliamo dei romance contemporanei: l’eroina non deve più essere necessariamente casta e pura. I tempi sono cambiati, care le mie scrittrici. Basta con le pulzelle ancora vergini a ventisei anni o più! Che magari sono pure belle e intelligenti… no scusate, dov’erano gli altri uomini mentre queste madonnine infilzate aspettavano il loro eroe? Tutti allo stadio? Dai, non ci crediamo PIU! Sia chiaro, adesso non è che vogliamo Ruby Rubacuori, eh? Ma che ne dite di una via di mezzo? Vero è che una vergine resta sempre un bocconcino prelibato per il nostro eroe di turno, il premio ambito, la succulenta ricompensa per tutti i guai che gli piombano sul groppone. Ma anche loro dovranno adeguarsi.

L’eroe può anche essere povero ma non in una situazione economica molto peggiore di quella dell’eroina. Dico, fateci sognare in pompa magna! Se deve essere F.F.F. (Figo, Fisicato Fascinoso) fatecelo pure ricco, e perbacco e il suo stato sociale ci piace elevato, elevatissimo, che dico… nobile, ovvero ecco le accoppiate preferite: conte/cameriera, duca/sempliciotta, uomo d’affari/vedova spiantata e via così. Unica eccezione, il caso di un tizio che ha fatto fortuna in circostanze fortuite e singolari: si è perso nel Sahara, il cammello è precipitato in un burrone e lui, per salvarlo ha scoperto una miniera d’oro.

Gli eroi non devono mai essere pigri, indolenti fino all’ultima riga. O cattivi senza speranza. O crudeli senza redenzione. Devono possedere uno spiccato senso dell’onore, anche se agli occhi del mondo sembra che non ne abbiano affatto. Possono essere assassini, sicari o pessimi soggetti. Spietati sì ma alla fine, redenti. E le eroine? Mai troppo rancorose, invidiose o cattive. No alle copie delle sorellastre di Cenerentola e, per l’amor del cielo, non chiamatele Genoveffa. Voi direte: e la libertà di scrivere ciò che ci piace? Eh cari scrittori, il rischio potrebbe essere che al secondo capitolo il vostro libro voli dalla finestra...


Meglio se le vostre eroine sono donne normali, non troppo “sui generis”. Non propinateci una protagonista che sa leggere i caratteri cuneiformi e parla l’antico egizio, che sa sparare con un MK47 e centra un passero a due chilometri, o conosce la meccanica quantistica e, udite udite, ha allevato i dieci fratelli e le tre sorelle sola e senza un soldo. Magari la fate pure maltrattare dalle cugine invidiose o dal solito zio adottivo (e caprone). Dateci un taglio, è troppo. Questa non è un’eroina di un romance, è Xena, la Principessa Guerriera. Le vogliamo umane per favore, così ci possiamo immedesimare a nostro agio.

Uff, sicure care autrici, che le lettrici non siano un po’ stufe di tutti questi conti inglesi belli, muscolosi, ricchi, dissoluti fino alla noia? Proprio qualche giorno fa rileggendo un libro di una grande scrittrice che ha scritto una serie con un sacco di fratelli e sorelle, ho fatto questa riflessione: ma a Londra, a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, c’erano solo libertini depravati e belli da togliere il fiato? Con capacità amatorie degne di un dio greco, ricchi sfondati e titolati? Perché, mannaggia, non sono nata in quel periodo? Questa non la mando proprio giù. Qualcuna di voi pensa la stessa cosa? Vi prego, confortatemi…


Alla fine però non fateci mancare le nozze e il frutto dei teneri lombi, ovvero un pargoletto che tramandi l’altolocata stirpe. E che tutte le lettrici siano invitate al matrimonio fastoso, segreto, anticipato o con licenza speciale. In ogni caso, insomma, fateci passare davanti all’altare, anche solo per un saluto!





15 commenti:

  1. Uno spasso da leggere, però un piccolo appunto ce l'ho... io queste eroine le preferirei alla Xena piuttosto che tutte queste inette che aspettano il tizio di turno per farsi salvare... si può sognare lo stesso! E mi immedesimerei un po' di più!

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  2. divertentissimo articolo Adele e veritiero! mi piace quando nel romanzo si ritorna agli archetipi ancestrali... lui molto maschio lei fragile e delicata ma di spirito....MI piace la contrapposizione tra forza e gentilezza... sono antica!

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  3. Adele, grazie di cuore per più motivi... il primo per l'ironia irresistibile con la quale hai elencato i "passi base" della scrittura creativa romance, il secondo perchè leggendo i tuoi inestimabili consigli, mi hanno sfilato davanti i tuoi alfa-indelebili-personaggi!!! Bellissimo post che dovremmo tenere tutte a portata di mano... anche se non scriviamo... un abbraccio!!!

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  4. Mitico Adele, mi sembrava di sentirti parlare. Utilissimi suggerimenti per chi cerca di destreggiarsi nell'ambito della letteratura romance. Nonostante il cliché vecchio come il mondo è ancora quello il modo giusto per fare sognare.
    M Cristina Robb

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  5. Adele un articolo delizioso e divertente...( sono scoppiata a ridere in ufficio alla lettura che " può finire nella pentola dei cannibali" perchè ho provato ad immaginarmi l'alpha della situazione con tanto di fucile..nel pentolone!!! Brava, leggere quello che scrivi, sia un libro, una recensione, o articoli di ogni tipo e' solo un piacere..perché tu cara amica mia sai scrivere e bene..!!! Un abbraccio e un grande in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti futuri!!

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  6. Bando alle ciance, carissima Adele: geniale!

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  7. Però il finale 'pregnant' rottamiamolo insieme alle pulzelle!!!! ;)
    Sottoscrivo che lui e lei devono essere in scena fin dal primo capitolo... :D

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  8. A me vedere nei libri di una saga, i personaggi dei romanzi precedenti alle prese con vita famigliare e figli, non dispiace affatto. Scritto tra le righe, ma non troppo, nel libro di Messala e Raggy me li fai vedere Rufo e Livia con prole? Perché no, anche Aquilato e Ishold

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  9. Verissimo, bellissimo e divertente! In effetti questi conti inglesi un po' hanno stancato... meglio un bel pirata tenebroso, ma solo un apparenza! ^_^

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  10. Grazie a tutte carissime per i commenti e speriamo che di questi suggerimenti almeno qualcuno ne faccia tesoro... (io di sicuro!!)

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  11. Dany

    Adele quando potremo leggere il seguito della serie RCM o qualsiasi altro tuo libro se è per questo; spero molto presto!

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  12. Carissima Dani, il libro della serie RCM su Messalla uscirà a fine 2014! Un abbraccio!

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  13. Articolo spassoso.
    Confermo il Lui di turno non può morire,non sarebbe un romance.
    Non amo le eroine alla Xena ,ma le vergini trentenni non si possono sentire.
    Uno sguardo ai personaggi dei libri passati ,nelle lunghe saghe a me piace.

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