martedì 29 luglio 2014

Sua Maestà Linda Howard...

La collana "I Romanzi" di Mondadori ci regala un indimenticabile, che non potete perdere. Dal 2 agosto 2014 in edicola troverete "Dopo quella Notte" di Linda Howard.
Ecco la mia recensione, anche sul blog "La Mia Biblioteca Romantica":

Sinossi: Faith Devlin è una povera, reietta ragazzina di Prescott, Louisiana, che ha sempre adorato da lontano il rampollo più ricco e bello della città. Ma lui, quell’afosa notte del sud l’ha chiamata spazzatura, quando suo padre ricco e rispettato uomo d’affari è scomparso insieme con la sua bella mamma. Faith deve odiare Gray Rouillard, non vuole più provare per lui quei sentimenti, quell’ondata di desiderio. Ora che è tornata non può soddisfare la sua passione, non più di quanto possa nascondere la verità sul suo passato, che ha aspettato così a lungo per districare. Gray Rouillard, anche quando ha sfiorato l'inferno, lo ha fatto con stile. Spericolato, affascinante, sostenuto dal potere economico della sua famiglia, Gray domina la città di Prescott e Devlin è un nome che non avrebbe mai più voluto sentire di nuovo. Ma quando, dopo tanti anni, torna a posare il suo sguardo su Faith Devlin, tutto ciò che vede è il sensuale disordine di lenzuola aggrovigliate e pelle di seta, sotto di lui. Prendersi cura di lei è impossibile, impensabile... perché Grey Rouillard ora pianifica di usare tutto il suo potere per rovinarla.

Linda Howard
Il mestiere, quello dello scrivere ce l’hai nelle mani, nel cuore, nella testa. Nell’anima. Poi, con il tempo, impari a padroneggiare il dono di saper narrare storie e allora scopri la tecnica, Aristotele e le figure retoriche, la scrittura creativa. Scopri che non si scrive solo con il cuore o l’anima, ma che il trasmettere emozioni è un dono che va curato, rafforzato, esercitato. Come i pittori, anche gli scrittori hanno colori e pennelli e tele su cui disegnare storie, ma per mostrarle agli occhi della mente di chi legge e capisci che non potrai mai fare a meno delle leggi sulla prospettiva.

Oggi sono qui per raccontarvi di una donna che sa usare il mestiere di affabulatrice come poche altre, che sa dosare cuore e ragione, anima e tecnica con una maestria che mi lascia, ogni volta, stupefatta. Perché quando leggo i suoi libri vedo, soffro, gioisco e sogno. Lei scrive, io leggo. Io lettrice, lei ammaliatrice. Ogni volta che apro una pagina qualsiasi sono costretta a leggere. Mi fermo, dimentico quello che stavo facendo e, il libro tra le mani, la mia mente viene inghiottita nella storia che già conosco. Ma mai abbastanza.

Il libro? Dopo quella notte (After the night, 1995)
L’autrice? Linda - SuaMaestà - Howard.

La storia? Lui, lei, una morte misteriosa di molti anni prima che sembra separare, ma in realtà unisce  per sempre. Dopo quella notte, una notte resa indimenticabile da un evento tragico, due vite si dividono, prendono sentieri diversi. Vite ineguali, vite vissute a fondo, ma mai complete. Quell’evento, quella tragica notte, è impressa nella memoria come la tela bianca che resta, nonostante vi siano sparsi sopra colori diversi. Una tela su cui è stato dipinto, con la forza della testardaggine e della voglia di riscatto, un nuovo inizio da parte di entrambi. Ma quella notte è sempre là, colorata ma in realtà ancora vergine, immota, indimenticabile. Basta un nulla per riscoprirla, rivelarla, farla tornare in superficie. Sentirla sempre presente perché quella notte non è stata affatto una fine, ma un inizio. Perché nessuno ha mai dimenticato. Nessuno dei due.

I personaggi? Vi entrano nelle vene come oro liquido, iniettati dalle parole con cui SuaMaestà li descrive.

Faith: folletto nella foresta, amante dei profumi, fiammella rosseggiante che si aggira nel bosco, poi donna matura, la fiammella che diventa fuoco, fucina di vulcano, lava incandescente. 
Gray: giovane, forte animale. Un uomo. Vero. Dalla prima volta che lo incontrate. Vi farà rimescolare il sangue, quello che vi scorre nelle vene sempre più veloce a ogni parola, a ogni immagine. Irresistibile.

Il libro? Un film. Vedete, vivete, respirate odori, suoni, sesso. Vorreste essere lei, vorreste toccarli o essere toccate da lui, dalle mani grandi e forti di Gray, lo vorreste a casa vostra sdraiato sul divano come un grosso, sensuale gattone o, ancora meglio, tra le lenzuola stropicciate con il suo torace villoso, le sue spalle larghe e forti su cui piangere e sotto cui fremere. Sì, sì. Sì! Lo vorreste perché sembra esistere davvero, non solo nella vostra testa. Se alzate gli occhi dalle pagine vi sembrerà di vederlo nella vostra cucina, i jeans bassi in vita, i piedi scalzi, i capelli arruffati che gli sfiorano il collo. «Gray, preparami una camomilla va là, che mi sento come se avessi mangiato sei chili di habanero…» Ma poi vi guardate intorno e Gray, ahimè, non c’è.
Questa è SuaMaestà Howard.

Vorreste avere Faith come amica quando la rincontrate donna, dopo averla conosciuta adolescente. É ritrovare un punto fermo, una roccia. Lei non vi tradirà, sa cosa vuole dalla vita. E’ un  esempio, una sorella con cui vorreste confidarvi, che vorreste avere vicina quando qualcuno vi tradisce o quando perdete qualcuno, qualcosa a cui tenete davvero. Perché la vita non è riuscita ad abbatterla. Con Faith mangereste una bella fetta di crostata calda, davanti a una tazza di tè, per conoscerla meglio e dirle, con un sorriso un po’ tirato: «Amica, hai accalappiato un gran figo. Non è che ha un fratello gemello, per caso? Perché vorrei indirizzo e, possibilmente, numero di telefono.»

I personaggi secondari… secondari è una parola troppo avvilente. I personaggi. Tutti gli altri, esistono. Dalla madre di lui altezzosa, distante, infelice. La sorella di lui, angosciata, problematica, alla ricerca di un equilibrio che ritroverà solo con l’amore. Un investigatore privato, che incontriamo per poche pagine e che, quando scompare,  è come se avessimo perso un carissimo zio. Questa è SuaMaestà.

Scritto nel lontano 1995. Ma le scene di sesso sono crude, reali, così vivide che sentite il languore dentro alla pancia.  Vi sentite rimescolare, rabbrividire a ogni bacio, ogni carezza, ogni sospiro. Un libro che venne pubblicato in Italia (Euroclub, 1999) e in Francia, dove alcune scene vennero tagliate. Ho sentito qualcuno dire che certe sue scene sono troppo vivide, troppo cruente e che i suoi uomini sono tutti uguali, troppo sensuali, troppo di tutto.Sì, sì. Sì!

È per questo che la chiamo SuaMaestà: perché è lei che vi spinge a odiarli o amarli i suoi personaggi. Perché sa scrivere. Perché sa come modellare, tendervi la trappola, illudervi, sospendere il vostro subconscio e farlo fluttuare nella storia. Voi siete i pesci nell'acquario, lei vi stuzzica con la sua esca e vi prende all’amo. La sua storia è come se fosse la vostra. Non vi dico altro, solo un’ultima cosa: suamaestàmicaperniente, da lei non abbiamo che da imparare.






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