martedì 21 ottobre 2014

Cicatrici? Sì, grazie


Capitan Harlock

Una donna fa di tutto per nasconderle. Sono segni anti-estetici, di cui si vergogna, che non piacciono a nessuno. Per gli uomini sono un’arma di seduzione, un vanto, la dimostrazione della mascolinità all’ennesima potenza. Oggi gli uomini vogliono apparire belli, perfetti e in qualche caso anche troppo (le sopracciglia depilate, brrrr!) ma non lo sanno che a noi donne le cicatrici piacciono? Che ci piacciono crudi, sbucciati e avventurieri?

Quello che vogliamo al nostro fianco è un macho, coraggioso, amante dell’avventura, un accumulo di testosterone allo stato puro. Se poi aggiungiamo anche una cicatrice sul volto e qualcuna qua e là sul corpo, ecco che il mix alza la nostra temperatura e di parecchio. Se sono d’arma da taglio, se vengono da una revolverata o da una sventagliata di mitraglietta poco importa: ciò che conta davvero è ciò che la cicatrice nasconde: un passato da eroe, una vita sull’orlo dell’abisso, una storia intricata e spesso dolorosa. Questi sono gli eroi che ci fanno sognare.

Per alcune popolazioni le cicatrici sono un’arma di seduzione, di riscatto, di distinzione o di ghettizzazione, noi occidentali non abbiamo scoperto nulla. Spesso nelle società tribali il segno sul corpo indica una prova di coraggio a cui si è sopravvissuti. I Tutsi (noi gli chiamiamo impropriamente Watussi) vanno da adolescenti nella foresta per affrontare le belve, armati solo di una lancia e sono festeggiati se tornano con qualche segno del loro coraggio sul corpo. Nella tribù degli Yanomamo in Venezuela, invece, gli uomini usano addirittura dei trucchi per accentuare le loro cicatrici. Pirati, guerrieri, soldati, cow-boys, uomini violenti ma solo nel nome della giustizia. Insomma, signori sappiatelo: noi donne oggi sentiamo nostalgia di quei cavalieri senza macchia e senza paura che picchiano, magari uccidono, ma per una buona causa o per difendere i deboli e ne rimangono segnati non solo nell’anima, ma anche nel corpo.

L'eroe del telefilm Arrow
Ma esistono anche le cicatrici ornamentali, fatte di proposito, che si conservano per sempre sulla pelle e si praticano soprattutto sul torace o sul dorso e sono in genere linee trasversali o serie parallele di punti, più raramente diventano disegni complicati e sappiatelo, le cicatrici possono essere incavate o a rilievo: le prime sono una semplice incisione della pelle e sono fatte soprattutto sulla faccia, le altre, più diffuse, vengono ottenute introducendo una sostanza nella ferita, cenere o argilla e sono comunissime in tutta l'Africa centrale, occidentale e sud-orientale, tra i popoli dell'Oceania mentre in America latina erano praticate dagli antichi Maya. Discendendo verso sud, le incontriamo sulla costa dell'Ecuador e fra gli Ona della Terra del Fuoco, mentre in Asia in alcuni gruppi etnici dell'Indonesia orientale.
Harrison Ford

Quindi cicatrici che fanno parte della cultura ancestrale e smuovono antiche corde, che in noi occidentali sembrano sopite. Ma non del tutto: ecco dunque spiegato il successo di alcuni personaggi d’invenzione come Capitan Harlock, o il fascino quasi raggelante del cantante Seal o, ancora, l’intrigante segno sul volto dell’attore Harrison Ford, una cicatrice sul mento dovuta a un incidente d’auto in giovane età. J. K. Rowling, autrice di Harry Potter, ha pensato bene a segnare con una misteriosa cicatrice a forma di saetta il suo eroe: è il vero inizio di tutto, senza di essa Harry sarebbe un qualsiasi, banale adolescente e non dimentichiamo il fascino criminale di Al Capone, a cui fu attribuito il soprannome di Scarface a causa della cicatrice che aveva sulla guancia sinistra. Fatta da un certo Frank Galluccio che, pare, lo colpì con un rasoio perché aveva espresso commenti pesanti su sua sorella.

Harry Potter
Anche sulla nostra bella, romantica luna ci sono “cicatrici”: gli astronomi, dopo aver esaminato alcune immagini pervenute dal nostro argentato satellite, hanno scoperto che alcune parti della sua superficie tormentata si sarebbero deformate, espandendosi fino a formare valli strette, poco profonde. Valli lineari come cicatrici che hanno chiamato graben e suggeriscono che la luna sia stata oggetto di attività tettonica, relativamente recente, negli ultimi cinquanta milioni di anni. Anche lei lottatrice, ne porta i segni.

A questo punto mi sorge una domanda: ma gli uomini cosa pensano delle cicatrici sul volto o sul corpo delle donne? Una ricerca fatta qualche anno fa, afferma che a loro non interessano molto: sembra sia altro ad affascinarli...

Comunque, se voi signori uomini siete in cerca di avventure sentimentali o semplicemente di quattro salti in padella (ci siamo capiti...), in attesa che qualche tizio intraprendente si inventi centri estetici dove incidere sui corpi dei propri clienti attraenti cicatrici, potreste cominciare con l'andare in palestra ed eliminare la sempiterna pancetta o le spalle curve. Un buon inizio, vi assicuro, che tra l’altro  vi farebbe bene alla salute...

Cicatrici, bellezza, unicità. Alla fine sono la parte più sensibile ma più forte di un uomo, affinché possa vivere senza timore ed essere un eroe. Ai protagonisti dei miei libri aggiungo sempre una cicatrice qua e là. Non guasta perchè, come dice Samuele Bersani nella sua canzone "Pesce d'Aprile",


... È sempre bellissima la cicatrice che mi ricorderà di esser stato felice...



2 commenti:

  1. I tuoi post sono sempre così interessanti e divertenti!

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  2. mai dimenticato Jacopo barbieri..... (a proposito dell'ultima foto) quanto m'hai fatto sognare!!!
    sofia

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