giovedì 27 novembre 2014

Romantic Suspense, questo sconosciuto...

Romantic Suspense: romance nel quale c’è un intrigo, un mistero, che gli eroi devono risolvere. Ma che fanno nel frattempo le eroine? Ovvio, si mettono in pericolo: vittime di minacce, tentativi di assassinio, strangolamenti, violenze e chi più ne ha più ne metta. Una vera eroina del RS è colei che meglio si ficca nei guai, sappiatelo. Perché è lapalissiano: più lei è incasinata, più lui è figo. Come l’equazione di Schrödinger (vi risparmio la fatica: descrive l'evoluzione temporale dei sistemi quantistici, come atomi e molecole…). Non è finita qui. Le nostre eroine spesso collaborano con gli eroi: poliziotti, detective privati, agenti della CIA, dell’FBI, del SAS, della Legione Straniera, guardie del corpo ecc, ecc,. In ogni caso, alla fine della storia, il mistero va risolto e l’interazione tra i protagonisti deve sfociare in una bella, durevole e sentimentale storia d’amore.

Non so da quando esiste questa definizione, Romantic Suspense. So che Harlequin nel 1993, negli USA, aveva già una collana intitolata Silhouette Shadows con delle autrici di RS, paranormal e romanzi gotici come Anne Stuart, Carla Cassidy, Lindsay McKenna e Maggie Shayne. In ogni caso, oggi si usa questa definizione quando si parla di un mix tra romance e poliziesco e, se qualche anno fa, la distinzione fra romance contemporaneo e RS era chiara, oggi è diventata più sottile ed è anche possibile confondere i due generi.

Ma che cos’è un RS ai nostri giorni? Un romanzo che deve bilanciare in modo equilibrato suspense e storia d’amore, un elemento non deve prevalere sull’altro. La lettrice (e perché no, il lettore) fin dall’inizio della storia sa già che i protagonisti si innamoreranno e risolveranno il mistero insieme, ma l’abilità dello scrittore sta nel coinvolgerli nel ritmo incalzante della storia. Ma chi decide questo equilibrio perfetto tra romance e suspense? Lo scrittore, ovvio mentre le lettrici molte volte si lamentano per la troppa suspense (o troppo poca). Altre si lamentano che l’autore non è riuscito a celare il mistero fino alla fine, oppure che l’eroe non “buca” abbastanza la pagina. Insomma, ognuno ha i suoi gusti e la questione resta quella dei latini: de gustibus non disputandum est.

Come lettrice sono in grado di fare la differenza tra un RS e un romance “puro”, ma come fare quando gli editori non lo menzionano sulla copertina e magari ci capita fra le mani un romanzo che include della suspense? Il solito problema del contemporaneo e del RS, che si confondono spesso. Un esempio recente che mi è saltato agli occhi è quello di Julie James, con il suo libro pubblicato in Italia da Mondadori nella collana I Romanzi Emozioni nel 2012, Just the sexiest man alive, titolo tradotto in Deliziosa Sfida. È un contemporaneo, gli eroi si incontrano, conflitti li separano e poi, alla fine, il solito HEA (acronimo di Happily Ever After, ovvero il nostro “e vissero felici e contenti”). Non vi è nessun elemento suspense, idem nel secondo libro della serie, Questione di pratica (Practice makes perfect).

Ma fate attenzione: l’autrice, a sorpresa, pubblica poi un romance intitolato Qualcosa di te (Emozioni, Something about you) nel quale l’eroina è, udite udite, testimone di un assassinio, l’eroe è un agente dell’FBI e il colpevole verrà svelato alla fine. La James ha firmato il suo primo RS. Però l’editore americano non lo ha presentato sotto questa veste, ha lasciato credere che fosse un contemporaneo. Stessa cosa ha fatto Mondadori nel suo blog, scrive infatti: “Ambientazione: America, Stati Uniti oggi”. Più chiaro di così… ma no! Non è per niente chiaro, perché la trama parla di assassinio e FBI! Vedere per credere:
http://blog.librimondadori.it/blogs/iromanzi/2013/05/27/emozioni-16-julie-james-qualcosa-di-te/). 

La James ha creato e sta scrivendo una serie RS e non ce ne siamo accorte. Forse nemmeno lei e tanto meno il suo editore. Comunque complimenti: negli Usa è arrivata al quinto libro, qui in Italia per ora siamo al terzo.

Vogliamo scoprire perché allora molte autrici di libri contemporanei si dedicano al RS? Perché vogliono conservare più a lungo l’attenzione del lettore. In effetti la solita coppia che si incontra, si parla, si separa e si ritrova è ormai banale ma, soprattutto, non è facile renderla avvincente e intrigante. Nei vecchi romance gli eroi litigavano, si riconciliavano, litigavano ancora, si separavano e poi si ritrovavano (riassunto per semplificare) e la domanda topica era: chissà come faranno a risolvere i loro problemucci? Oggi i tempi sono cambiati, la domanda è: come farà l’autore a tener viva l’attenzione della lettrice, fino alla fine del romanzo? Ecco la soluzione: una parte di suspense, almeno nei romance di più di duecento pagine. L’autore inserisce la suspense fin dalle primissime pagine, diventa parte significativa del romance, alla fine dovrà sciogliere tutti i nodi. Aggiungere il mistero ha aiutato anche l’autrice stesa ad arrivare alla fine della storia, che sia plausibile o no. È a questo punto che il contemporaneo diventa RS.

Anche Jayne Ann Krentz, in Italia soprattutto conosciuta come Amanda Quick nel romance storico, fu catalogata come autrice di contemporaneo fino a quando nacque il termine RS. Da quel momento la inserirono subito nella categoria e con ragione: dall’inizio della sua carriera, nel 1979, ha sempre scritto romance con elementi polizieschi (spesso anche in quelli storici).

Il RS si è evoluto nel frattempo, anche se noi in Italia lo stiamo scoprendo con grande ritardo. Oggi esistono RS dove è l’eroina è un militare o un agente speciale come nei libri di Judith Anne Jance, autrice RS americana, che si è inventata Janna Brady, sceriffo. O la mitica Eve Dallas, eroina poliziotta futuristica di J.D. Robb (al secolo Nora Roberts). In Francia (leggo molto in francese) l’editore Harlequin France pubblica i RS nelle collane Best Sellers et Black Rose. Per J’ai Lu, altro editore d'Oltralpe, la collana RS si chiama Frissons, Brividi. In questa collana ho scoperto i romance di Laura Griffin, in Italia ancora inedita. Le sue eroine sono diverse in ogni libro: in Untraceable la protagonista è un detective privato, in Unspeakable sogna di diventare profiler e in Unforgivable, uscito nel 2012, è un’esperta di DNA. E i suoi eroi? Sono colleghi o lavorano nelle forze dell’ordine. Volete invece un’eroina poliziotta e lui uomo d’affari? Allora non perdetevi Judith Mc Naught in Sussurri nella notte (Sperling&Kupfer, 2003). Negli USA ogni casa editrice ha almeno una collana dedicata al RS ma non ho citato tutte le autrici, come dimenticare infatti Maya Banks e Lisa Marie Rice (pubblicate da Leggereditore), per citare solo le più conosciute.

Ma sorpresa! In Italia a giugno 2014 sono usciti dei RS, rigorosamente di scrittrici italiane, con l’editore digitale femminile EmmaBooks che ha avuto una felicissima e riuscita intuizione, ancora oggi cerca autrici italiane da inserire nella collana RS. Quelli pubblicati finora fanno tutti parte di serie e le autrici sono Monica Lombardi, con il GD Team, Elena Taroni Dardi con Sisters e sì, ci sono anch’io con Legio Patria Nostra.

Vi ho interessate al RS italiano? Spero di sì, ma soprattutto spero di avervi stuzzicate a scoprirlo come genere, perché merita davvero. Vi sentirete tutte Navy Seal in missione e investigatrici dalla mente acuta.

Mani in alto ragazze e… arrendetevi!