mercoledì 7 gennaio 2015

Recensioni, mon amour…



Mi è capitato spesso di bazzicare su Amazon per scegliere i libri da acquistare. Per me è quasi d’obbligo dare un’occhiata alle opinioni dei lettori, pubblicate a corollario dei libri venduti, con tanto di stelle e stelline. Avete letto bene, ho detto opinioni. Sì, perché le recensioni vere sono rarissime. La stessa cosa mi succede su molti blog, che spuntano come funghi, diventano dall’oggi al domani crogiuoli di giudizi da deus ex… catedra che, sempre più spesso elogiano libri mal scritti e distruggono libri che invece avrebbero un loro perché. Recensioni alla “Cetto la Qualunque”, fatte da chi di scrittura sa poco o nulla, una conoscenza superficiale dovuta solo alle numerose letture. Magari non distingue neppure un’analessi da un climax o, più semplicemente afferma che per uno scrittore l’italiano la grammatica non è necessaria, tanto c’è l’editor (!).

Intanto scopriamo l’etimologia della parola. Recensione deriva dal verbo latino (e te pareva…) recensēre ovvero esaminare. Infatti l’obiettivo di una buona recensione deve essere proprio questo: spingere alla riflessione, esaminare. Occhio: devono essere prive di refusi ma soprattutto prive di errori grammaticali o verbali. Quando si consegna un testo al pubblico esso deve essere perfetto, ne va di prestigio e credibilità. Un consiglio per eliminare i refusi? Rileggete il testo qualche giorno dopo ma se non potete farlo, cambiate il font, ingannerete il vostro cervello che sa a memoria quanto avete scritto. Un altro sistema? Stampatelo e usate carta e matita. Anche se gli errori a volte li fanno anche titolati giornalisti, non consolatevi: Giovanni Minoli, tanto per citarne uno, è avverso all’uso dei congiuntivi ma non è un vanto per lui, credetemi.


Della trama del libro che volete recensire dovrete parlarne solo per sommi capi, dare informazioni generali e presentarne gli aspetti più rilevanti, insomma no alle sinossi annacquate in un brodo cosmico e ricordate, per scrivere una recensione il libro va letto e goduto, assimilato. Ci vuole passione per raccontare la nostra esperienza di lettura ad altri potenziali lettori e badate che per scrivere questo articolo ho dismesso i panni di scrittrice per indossare quelli di blogger e lettrice e dopo il doveroso chiarimento, torniamo a pesce nel nostro brodo… ops, volevo dire all’argomento principale.


Il contenuto della recensione dovrà quindi riguardare soprattutto l'analisi delle caratteristiche del testo, confrontato magari con altre opere dello stesso genere o dello stesso autore e solo alla fine va inserita la vostra valutazione personale (opinione, ricordate?) finalizzata a persuadere l'eventuale lettore della validità della sua scelta.

La recensione è dunque un testo interpretativo-valutativo, con tre elementi fondamentali: una parte a carattere informativo (chiamata blocchetto) con notizie su autore, titolo del libro, casa editrice, anno di pubblicazione, traduttore ecc.; una parte a carattere interpretativo, dove si specifica il genere letterario cui appartiene l'opera e, in caso di narrativa, si accennerà alla trama, ai temi affrontati dall'opera, alle soluzioni di linguaggio e stile adottate dall'autore. 

Potete anche riportare citazioni dirette dall'opera esaminata; infine avremo la parte a carattere valutativo, che consiste nel giudizio sul valore estetico e comunicativo del libro recensito. Si possono scrivere anche recensioni negative su un'opera, demolire un libro o sconsigliarne la lettura, ma in tal caso più che di recensione si parla di stroncatura. La recensione dovrebbe essere quindi un testo breve che si prefigge di informare, spiegare e valutare e non dimentichiamo che, per aiutarvi nella narrazione del plot, un valido strumento, come scritto sopra, possono essere le citazioni prese direttamente dal libro a patto che siano brevi e dimostrative di ciò che state dichiarando ma mi raccomando, non svelate mai il gusto del brodo…ops, volevo dire l’alone di mistero che circonda la trama e non abbondate con frasi generiche e impersonali che dicono tutto e niente. 

Chi legge vuole sapere davvero di cosa tratta il libro, capire se gli piacerebbe leggerlo oppure no. Per cui evitate espressioni come “eccezionale”, “bellissimo” “mi ha colpito molto”. Partendo dal presupposto che ogni testo che si scrive parla già dell’autore, del suo stile, ecco un ultimo consiglio: una buona recensione dovrebbe tendere il più possibile all’oggettività. L’opinione del recensore viene fuori dal taglio con cui si descrive il libro, dalle citazioni che si selezionano, dalla scelta stessa del libro da recensire. La bravura del recensore fa venire voglia di leggere il libro senza dover dichiarare mai “ve lo consiglio”.

Esempio di recensione da NON scrivere? Il commento di un lettore preso su IBS.it del libro di Stephenie Meyer Twilight:

Ragazzi, non capisco ki nn legge qst libro e ki dice che è brutto…tt hanno il diritto di dire la propria ma…come si fa a dire che twilight è brutto!!!è assolutamente il libro più bello k io abbia mai letto!!! è magico, fantastico, indescrivibile…in una parola…UNICO!!!All’inizio la copertina mi ha incurosito e l’ho letto come x sfidare le mie amike ke lo giudicavano dalla copertina…e dopo il primo capitolo…non riuscivo + a separarmene!!  Voto: 5 / 5

Appunto.

1 commento:

  1. Clap clap clap! E' appunto il motivo per cui ho abbandonato tutti i blog di cosiddetti "recensori". Idem quelli che pontificano su social network e store. Mi limito a considerare chi ho inquadrato come lettore affine ai miei gusti per le opinioni sui libri, ma se anche questi cominciano ad alzare il tiro... zac! Li elimino! Voliamo basso ragazzi!

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