giovedì 12 marzo 2015

Self-publishing, questo (s)conosciuto…



Scrivere un buon libro è un mestiere duro e ci vuole tempo. In media richiede da quattro a dodici ore di scrittura al giorno, per un periodo di diversi mesi. Per non parlare poi del tempo che si passa tra ricerche, brainstorming, revisione. Molti scrittori sono più produttivi e creativi quando si alzano al mattino, anche voi cercate di capire quando riuscite a concentrarvi meglio e con più efficienza. Non smettete di leggere altri autori, mentre scrivete, la lettura è un super-nutrimento per la mente di uno scrittore.

Se scrivere è impegnativo, anche il self-publishing, auto-pubblicazione in italiano, implica iniziativa e una certa capacità di marketing. Ricordate sempre che pubblicare porterà di sicuro frustrazioni e incertezze lungo il percorso ma potrebbe rivelarsi un'avventura emozionante e vantaggiosa.

La prima operazione da fare è mettere alla prova il vostro libro. Assicuratevi che sia ben scritto, privo di refusi e revisionato. Potreste far leggere il manoscritto ad alcuni amici fidati, con la richiesta tassativa di essere imparziali, ovvero di dare un giudizio non inquinato dall’amicizia, dall’affetto o dalla pigrizia. Sappiamo tutti infatti che è molto più semplice e sbrigativo lodare l’opera di qualcuno piuttosto che trovarne i punti deboli o i difetti. I critici super partes vi daranno un prezioso feedback e in questo modo potrete ampliare i vostri orizzonti sulla trama, sulle caratteristiche o le motivazioni dei personaggi, o altre parti della struttura.


Se fate parte di una comunità di scrittura o frequentate un forum, considerate di utilizzarne le risorse come fonte di consulenza gratuita. Nei forum troviamo spesso fan dedicati che amano leggere e aiutare gli autori esordienti. Per la correzione dei refusi vi consiglio invece di consegnare il manoscritto a qualcuno che non lo abbia mai letto. La revisione “anti-refuso” va fatta da almeno tre/quattro persone differenti, lettori attenti e un po’ pignoli. I refusi sono infidi e difficili da eliminare, per questo motivo le riletture devono essere numerose.

 
La soluzione migliore sarebbe trovare un professionista (un editor a pagamento) che dovrebbe essere in grado di darvi un feedback professionale e credetemi, a volte i soldi sono davvero ben spesi. Spesso infatti non è sufficiente un lavoro sulla grammatica e la sintassi, ma si dovrebbe intervenire anche sulla struttura del manoscritto. Americani e inglesi chiamano questo tipo di intervento developmental editing, con cui si va a modificare trama, personaggi e sviluppo eliminando anche la monotonia/ripetitività di alcune scene. Quello che loro invece chiamano copyediting è la semplice correzione di bozze, l’eliminazione dei refusi senza interventi sul testo o la trama.

Se non lo avete già fatto, create un titolo accattivante. Il titolo del vostro libro può influenzare moltissimo i futuri lettori. Un esempio? Ricette golose con il formaggio Penicillium Glaucum non suona attraente come Ricette golose al Gorgonzola, non vi pare? Altro asso nella manica dell’autore è la copertina. Meglio avere l’aiuto di un web designer professionista, sarà veloce e aiuterà il vostro libro ad avere un impatto visivo più efficace con i lettori. Ciò è particolarmente importante se è su Amazon, la copertina lo farà uscire dallo “scaffale virtuale” e le vendite aumenteranno.

Registrare ufficialmente il copyright sarebbe di sicuro il modo migliore per non avere problemi con i diritti del libro ma nel self-publishing è sufficiente aggiungere, nelle prime o nelle ultime pagine dell’e-book, questa scritta: © 2012 Paola Rossi tutti i diritti riservati ed è sufficiente per dichiararne la proprietà intellettuale

I vantaggi del self-publishing sono evidenti a tutti, ne cito solo due: Amazon KDP permette all’autore di ottenere il 70% sul prezzo di copertina, quando sappiamo benissimo che un editore tradizionale offre una percentuale che varia dal 5 al 15%. L’altra interessante possibilità è che voi mantenete tutti i diritti, ovvero non dovete rinunciare al vostro libro e alla sua gestione per i prossimi dieci o vent’anni. La stessa condizioni vengono proposte anche da Kobo, con Kobo Writing Life. Mica male, no? 

Consideriamo però anche gli svantaggi, perché non è tutto oro quello che luccica. Con l’auto-pubblicazione siete voi i responsabili marketing del vostro e-book e la pubblicità la dovrete fare da soli, mentre con un editore tradizionale di solito è lui che si incarica di farvi pubblicità. Altra difficoltà sono i prezzi competitivi: un e-book può costare pochi centesimi di euro, il che significa che dovrete vendere un sacco di libri per rendere la pubblicazione redditizia nel lungo periodo.

Ma ne parleremo ancora perché questo non è che l’inizio, credetemi.








3 commenti:

  1. Molto interessante, aspetto la prossima puntata ;-)

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  2. Finalmente una voce forte e chiara che ci spiega esattamente questo mondo a noi lettrici sconosciuto per quanto riguarda il dietro le quinte, ma conosciuto, a volte in senso negativo, per quanto riguarda la lettura ....non credo di essere l'unica, ahimè, a cui sia capitato di leggere un self published davvero non degno di essere chiamato "scritto", non direi nemmeno "libro", e non parlo solo dell'ortografia anche se potrebbe diventare imbarazzante....ho letto e apprezzato tutto quello che hai scritto, comprese le recensioni dei libri e le "pillole" di storia, anzi a volte mi dico che leggerei pure la nota della spesa se scritta da te, per il lavoro enorme di documentazione, la costruzione dei periodi e anche, da amante dei classici, dell'uso del latino, la caratterizzazione dei personaggi e sono convinta che ci voglia talento, lavoro tanto e umiltà ancora di più per realizzare un buon libro..quindi sei la persona giusta per definire questo scenario sempre più complesso al pari di quello che hai fatto scrivendo di come in realtà si dovrebbe costruire una recensione.....di fatto noi lettrici siamo disorientate dalla miriade di suggerimenti e offerte che troviamo sul web e a volte non è facile capire e scegliere, fermo restando il fatto che non è comunque sempre vero che un libro molto reclamizzato dalla CE sia poi davvero all'altezza.....quindi apprezzo moltissimo questi tuoi interventi e sono convinta che potrebbero servire anche alle scrittrici che si affidano al self publishing, perchè compratore e venditore siano soddisfatti...Any13

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  3. Grazie Giulia! Any13, un commento il tuo che mi fa capire che il gusto per la buona lettura esiste ed è forte tra noi lettrici e mi inserisco anch'io, in questo ruolo, perchè sono innanzitutto una lettrice accanita e vorace. Grandi mutazioni in vista, dunque e io mi sento esploratrice, come Cristoforo Colombo! Un abbraccio

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