mercoledì 24 giugno 2015

Torna la serie Roma Caput Mundi - in self-publishing solo su Amazon & Kobo


Titolo: Roma 46 d.C. Vendetta
Autrice: Adele Vieri Castellano
Genere: Romance Storico
Ambientazione: Roma antica
Pubblic. Italiana: AVC Historiae, 30 giugno 2015 260 pagg.
Parte di una serie: sì
Livello sensualità: medio
Disponibile in ebook: Solo in ebook, € 4,99
Cartaceo in uscita il 15 luglio 2015  

Tornano i miei romani il 30 giugno 2015 con un nuovo episodio della serie Roma Caput Mundi. Questa volta sarete di nuovo nella capitale del mondo, a Roma, visiterete Ostia antica per poi inoltrarvi nelle folte, impenetrabili foreste dei territori dei Marsi, in Abruzzo.

Torna Marco Quinto Valerio Rufo con i protagonisti dei libri precedenti: Brinnone, Tassus, Ancilla, Giulia Urgulania, Tantile e altri nuovi, che non conoscete ancora ma sono sicura troveranno un posto nel vostro cuore. Torna soprattutto Arash Tahmurat, l'arciere siriano che abbiamo  incontrato in Roma 42 d.C. Cuore Nemico. Questa volta tocca a lui trovare l'amore, quello con la A maiuscola. Ma la vera protagonista di questa storia chi sarà? A voi scoprirlo... 

 
TRAMA: contraccambiare il male ricevuto con il male peggiore. Questo è ciò che ha spinto un uomo misterioso a compiere l’atto più nefando. Marco Quinto Rufo questa volta non dovrà combattere guerre, né affrontare feroci barbari ai confini dell’Impero perché la vendetta ha bussato alla sua porta e pretende un tributo di sangue. Non il suo, né quello di sua moglie ma quello di un essere indifeso che il vile, oscuro, nemico gli ha sottratto. Lui che non teme nulla e nessuno dovrà affrontare il Male Supremo, faccia a faccia, in una partita a due che avrà un solo vincitore ma non un solo protagonista. Perché in quei giorni oscuri e terribili di sofferenza, l’amore riuscirà a sconfiggere l’odio e un suo germoglio nascerà nel cuore dell’arciere siriano Arash Tahmurat… 


Scr. Castra di Mogontiacum m. november a.U.c. 794 (41 d.C.)

Gneo Cornelio Fusco a Publio Cornelio Magno salutem dicit!

Caro zio,

oggi mi è stato fatto un grave torto. Oggi qualcuno mi ha offeso, qualcuno che mi insultava già con la sola sua presenza al mondo, qualcuno che il nostro mondo non è pronto a ricevere né lo sarà mai. Di questo gesto infame sulla mia persona porterò i segni sul volto per il resto della vita ma questo segno inciso, che vedo riflesso nello specchio, altro non è che la fonte della mia vendetta, l’origine del male che la colpirà.

Zio, mio caro zio.

Sappi che l’ira non è la sola conseguenza dell’ingiuria e io ho subito la peggiore e la mia ira altro non è che il desiderio di contraccambiare il male ricevuto con il male peggiore. Io avrei voluto nutrire questo seme, io avrei voluto schiacciarla come il più vile scarafaggio ma lei arriverà a Roma con la bella stagione e lì dovrà pagare il conto, lì pagherà con la vita. La sua vita inutile. Io, che sono nato nel sangue dei Cornelii, io che ho respirato le stragi della nostra famiglia, io che ti ho visto gioire davanti al sangue versato dei nostri nemici. Io sono tuo figlio, io sono stato offeso e questo sangue a me strappato è anche il tuo.

Zio!

Sarai tu a realizzare la mia vendetta e già vedo nei tuoi occhi brillare una luce e so che quella luce è la stessa che brilla nei miei. Vedo le tue mani stringersi a pugno e poi aprirsi per ghermire il collo fragile, maledetto, che si spezzerà nella tua morsa, troppo debole per opporsi alla tua furia. Zio, vedo una fossa piena di sangue. Che spettacolo meraviglioso!

Ne gioisco perché so che anche tu la vedi anzi, so che vorresti trasformare quella fossa in lago e quel lago in fiume scarlatto. Zio, caro zio, la mia ira diventerà la tua ferocia! Metterai il tuo piede sul suo cadavere e ti vanterai di questa impresa.

Zio, il mondo non sarà lo stesso finché non pagherà e ogni goccia del suo sangue muterà la mia smorfia in risata. Tu vibrerai il fendente e sarà come se lo facessi io. Ti manderò sue notizie al più presto, saprai il nome, il quando e il come e fino ad allora, vigila in silenzio.

Cura ut valeas!

Gneo



Scr. Roma, m. november a.u.c. 794

Publio Cornelio Magno a Gneo Cornelio Fusco a salutem dicit!

Caro nipote,

ho organizzato tutto! La baldracca germana morirà per mano di un sicario, la tua sofferenza verrà lavata dal suo sangue. Abbia fiducia, caro nipote. Ti informerò appena riceverò la lieta novella, abbi cura di te.

Vale!

Publio



Scr. Roma, m. aprilis a.u.c. 795 (42 d.C.)

Tito Lucrezio Licino a Gneo Cornelio Fusco a salutem dicit!

Caro amico Cornelio Fusco,

è con grande dolore che ti comunico la funesta notizia della morte di tuo zio Publio Cornelio Magno, avvenuta per mano di un ausiliare batavo di nome Quinto Decio Aquilato. Or dunque, chi è questo Aquilato? Un selvaggio, una nullità che si proclama fedele a Roma.

In senato mi sono sentito in diritto di ruggire, per chiedere ai miei illustri colleghi la sua testa, ma cosa credi sia accaduto? Nulla, che io sappia.

Oggi ho scoperto che è sparito, volatilizzato e che nessuno sa più dove sia. Dicono che sia stato prelevato e portato fuori città in un luogo segreto. Ma io credo di sapere chi ha tramato per costringere il Sommo Principe Claudio al perdono di quel rifiuto, di quella mentula di merda batava: è Marco Quinto Valerio Rufo! I suoi accoliti sono ovunque, quell’uomo è potente a tal punto che una sua parola ha reso il nostro Principe suo succube e ha valso la salvezza al vile barbaro. Io... sono... scandalizzato, Cornelio Fusco!

Che ci sta succedendo, visto che permettiamo a volgari selvaggi di agire a loro piacere e trucidare illustri cittadini romani in casa loro? Come ha osato compiere un atto del genere? La lingua latina non contempla sufficienti epiteti ingiuriosi con cui catalogare questo infame! Fammi sapere cosa intendi fare, io sono non solo indignato ma disposto a qualunque mossa pur di vendicare questo ignobile gesto.

Vale!

Tito



Scr. Castra di Mogontiacum m. maius a.u.c. 794

Gneo Cornelio Fusco a Tito Lucrezio Licino salutem dicit!

Caro Tito,

la funesta notizia mi è giunta poco prima della tua lettera. Sono troppo sconvolto per dilungarmi, non riesco a trovare parole, né di dolore, né di disgusto per ciò che è accaduto. Come posso sopportarlo?

Come posso sopportare questo insulto alla mia persona, alla mia famiglia, al mio essere profondamente romano? Sì, come posso sopportarlo? Mio zio, uomo stimato e retto, trucidato da un barbaro. Un volgare essere che non merita neppure di leccargli le suole dei sandali. La mia mano trema anche solo nel scrivere questa parola: barbaro.

Come se non bastasse, insieme alla tua lettera, mi è arrivato il dispaccio del divino Cesare che mi ordina di partire con la mia legione, alla volta della Britannia. Non avrò nemmeno l’onore e la possibilità di piangere il sepolcro del mio adorato zio!

Non poserò mai più gli occhi su di lui e forse neppure sulla sua pietra tombale. Non è giusto e io ardo come un fuoco perpetuo, urlo la sola parola che potrà lenire questa mia ferita sanguinante.

Vendetta.

Vendetta e ancora vendetta, solo questo. E sarà terribile, amico mio.

Terribile.

E tanto più dovrò aspettare in quelle lande desolate e lontanissime, tanto più la mia vendetta sarà spietata. Il mio sfregio, questa cicatrice che sfioro ogni sera e che segna indelebile il mio volto mi ricorderà ogni giorno, ogni istante il mio scopo.

Vendetta.

Rufo pagherà fino all’ultima goccia di sangue perché è lui la vera, sola vergogna di Roma.

Vendetta, solo questo dico e penso, solo per questo vivrò.

Vale!

Publio



15 commenti:

  1. Carissima Adele, da sua affezionata ed entusiasta lettrice (ho adorato "Il gioco dell'inganno") non vedo l'ora di leggere un'altra avventura dei favolosi romani di Roma Caput Mundi. Speriamo non sia l'ultima. Grazie!

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  2. Grazie a te Lady MacKinnon, lieta che il "giretto" a Venezia sia stato di tuo gradimento! No, non è l'ultima, ho in serbo per voi altre avventurose sorprese! Un abbraccio!

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  3. Sono Rufo dipendente. ...sto facendo il conto alla rovescia! Grazie per questa nuova avventura e speriamo ne seguano tante altre. Un abbraccio!

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  4. Bello, peccato però che sarà disponibile solo su Amazon.

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    1. Anche su Kobo, per chi non possiede un Kindle! ;)

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    2. Grazie Adele per la risposta! Comunque io mi riferisco al cartaceo, lo voglio cartaceo! :-)

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    3. Sì,ha ragione anche quello sarà solo su Amazon, in attesa che altre piattaforme diventino appetibili! Un saluto!

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    4. Mi sta dicendo che c'è qualche speranza di poterlo comprare altrove? Spero che qualche altro suo libro venga pubblicato ancora da CE che possano renderlo più "disponibile". Comunque sia complimenti per il suo lavoro!

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  5. Cara Adele ti do' del tu perche'per me sei come una grande amica che entrando nella mia vita mi dice " Ecco i miei personaggi , guardali assaporali entra nel loro mondo vivi le loro avventure, non li dimenticherai " . Ecco per me i tuoi libri rappresentano questo. I tuoi personaggi sono splendidi ( Tassus magnifico ). Grazie per aver descritto cosi' bene quello che ha rappresentato la mia citta' nel mondo antico e quanta influenza ha avuto su intere popolazioni. Adesso e' un po' diverso .Si parla di Roma per altre cose e per altre persone " Feccia " direbbe Tassus e io non potrei essere piu' d'accordo . Mi raccomando non lasciare solo Messala .Aspetto con ansia il tuo prossimo lavoro .
    Anna

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  6. Rose rosse per te Adele
    carissima Adele, vorrei cantarti a squarciagola la vecchia canzone di Ranieri perché poche scrittrici meritano un enorme mazzo di rose rosse come le meriti tu. Io sono innamorata della tua scrittura e vorrei poterti regalare non uno ma cento mazzi di rose per ripagarti del bene che mi fanno i tuoi libri. Si potrà anche essere scettici e poco inclini al sentimentalismo ma sfido chiunque a trovare difetti in questa tua “ultima fatica” letteraria, direi che anche questa volta hai fatto un centro perfetto………. Cosa dire di questa donna che crea una vera e propria magia con le sue parole……….. una magia che crea dipendenza nel lettore il quale dopo aver chiuso l’ultima pagina è già in debito d’ossigeno come uno sherpa dopo la salita in altra quota? E quindi eccomi di nuovo nell’antica Roma, immersa nelle sue atmosfere un po’ principesche e un po’ decadenti (strano il parallellismo con i nostri giorni vero?) in compagnia dei miei personaggi preferiti e del “coro” dei loro amici e comprimari uno più giusto e gustoso dell’altro. La storia non fa una piega: un misto tra un romance classico e un romantic suspense con qualche spunto di commedia che lo rende uno dei libri più belli e godibili degli ultimi tempi. Chi segue questa “saga” dagli inizi ha visto Rufo e Livia prima nemici, seppur fortemente attratti l’uno dall’altra, poi innamorati e giovani sposi (alla fine di Roma 40 d.C.), poi coppia di sposi già fortemente cementata da tante vicissitudini e dalla vita di “frontiera” (Roma 42 d.C. cuore nemico) e ora genitori di una splendida piccola bambina che diventa lo strumento inconsapevole e incolpevole della vendetta nei confronti di suo padre……………. La meravigliosa descrizione del rapporto di Livia e Rufo in questo libro è qualcosa di così splendido che farò fatica a dimenticare; la tenerezza, l’amore e la dedizione di quest’uomo descritti nella scena in cui lui riesce a far mangiare Lei così provata da questa atroce sparizione è qualcosa di sublime, non c’è sesso, non c’è passione, ma tanto tanto amore di un marito disperato e preoccupato della salute della donna che è tutta la sua vita . La caccia spietata di questo padre provato fino allo sfinimento ma mai arreso, aiutato dai suoi “guerrieri” che prima ancora che soldati sono suoi amici e suoi compagni di vita, è una delle pagine più belle che siano mai state scritte.
    Chi a studiato un po’ la storia dell’antica Roma sa bene che certe “trame” erano assolutamente plausibili e ordinarie in quei tempi e perciò non si avverte il senso della “fiction” ma il tutto appare così reale da voler toccare la spalla di Rufi e Livia e dire loro: coraggio, andrà tutto bene………..
    E in ultimo (ma non ultimo nel cuore del lettore) la tenerissima storia d’amore tra Arash e Mirta : due personalità così diverse eppure così complementari l’uno all’altra da farci sospirare e friggere d’impazienza fino alla fine……………..
    Dissento da chi pensa o ha scritto che le saghe non sono materia di questa scrittrice, al contrario Adele ………… continua a raccontarci di questi protagonisti e dei personaggi che usi “affacciare” alla fine dei tuoi libri, abbiamo già il fiato sospeso in attesa della prossima puntata……………
    Bacioni carissima e, come si dice dalle mie parti: Deus ti salbede………..

    .

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  7. a quando un nuovo libro della serie Legio patria nostra?

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  8. Ho visto che il libro è disponibile anche su Libreria Universitaria in cartaceo; questo mi rende contentissima!!! :-)

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