giovedì 3 dicembre 2015

Del perché un autore scrive una novella...

Come nasce una novella contemporanea? Per me è un divertissement, come dicono i francesi, un momento di divertimento e riflessione. Ora vi racconto come è nata La Tormenta, la mia prima novella natalizia, in uscita il 10 dicembre in self publishing su tutti gli Store.

È ottobre, sto scrivendo il libro su Massimo Valerio Messalla, arrivata a pagina 55 o giù di lì, pur essendo abbastanza contenta di quello che ho scritto, mi fermo un attimo a riflettere: qualcosa non va. 
Se il luogo, Alessandria d’Egitto, è descritto con efficacia, se riesco a vederla questa antica città fondata da un condottiero leggendario, con le sue case basse di mattoni di fango, con le sue ville lussuose, i suoi templi disseminati di statue di divinità dalle sembianze animali e umane, non vedo i personaggi. 
Soprattutto non vedo Massimo. C’è, eppure non è lui. Parla, agisce, sorride, si arrabbia ma non è lui.


Il Faro di Alessandria
A una scrittrice che stimo non solo dal punto di vista professionale, un’amica carissima di cui ho fiducia, consegno il manoscritto in lettura e aspetto il suo parere. Quando mi telefona (adoro le nostre telefonate, sappilo!) anche lei ha i miei stessi dubbi.


E allora, cosa si fa in questo caso? Si butta via tutto, ecco cosa si fa. Si ricomincia, si discute della trama, si fa un quarto d’ora di brain storming e, alla fine, le idee sono più chiare.


Veduta del porto di Alessandria
Ho capito dove ho sbagliato.



Colleghi scrittori, non abbiate paura di ricominciare, fa bene. Poi non è vero che il file finisce nel cestino, è un modo di dire. In realtà ho una cartella e la creo per tutti i miei libri. Questa l’ho chiamata “idee per Messalla” e tutto quello che viene scartato dal libro finisce lì. Anche le scene che mi vengono in mente e al momento non scrivo, le "butto" nel file idee e lì rimangono; a volte le riutilizzo, a volte no. 

Lampi di luce in una notte oscura.



Sappiatelo, noi scrittori abbiamo menti contorte e siamo anche cattivi con noi stessi, a volte. Ci torturiamo con le idee più improbabili e poi, più spesso di quanto crediate, queste idee non arrivano mai sulla pagina scritta.


Quindi cosa fa uno scrittore che deve rimuginare sul suo personaggio, che deve entrargli nella pelle per renderlo così reale e credibile da fargli bucare la pagina e diventare vivo nella mente del  lettore?



Scrive qualcos’altro. 

Di divertente, semplice, breve come una novella contemporanea. Non me ne vogliano le autrici del genere, ma tra scrivere uno storico e un contemporaneo c’è un mondo.  
Un mondo fatto di ricerche, di letture noiose a volte, a volte complicate dalla lingua (i più grandi divulgatori e ricercatori scrivono in inglese), un mondo di pomeriggi in cui si scrivono tre righe e si passa il resto a leggere, cercare, scovare notizie. 

Io sono prigra, ma quando si tratta di Storia, divento un mostro di attività. Alcuni giorni fa ho trovato sul web, a disposizione per i fruitori su un sito specializzato, una tesi del 1979 sui castra romani nella Provincia Africana. In italiano, oltretutto. Mi sentivo come se avessi vinto al Superenalotto.

La Castellano è pazza, direte voi. No, la Castellano adora la ricerca e trasformare la realtà storica in parole che sappiano affascinare il lettore e, perché no, anche fargli amare il passato.


Così è nata La Tormenta.


Un mese di ricreazione, in attesa di tornare in Cyrenaica, con la legione di un certo tribuno laticlavio e in Egitto, con tutti gli altri personaggi che animeranno Roma 50 D. C. il Leone di Roma.



Così ho ripreso quel racconto, pubblicato sul blog La Mia Biblioteca Romantica nel 2011, l’ho letto, l’ho arricchito, l’ho cambiato, l’ho snaturato forse. Con le amiche che mi controllavano giorno per giorno  e chiedevano: “Allora, hai finito con questa benedetta novella, che devi scrivere Messalla?”. È bellissimo avere amiche così.


Ora conoscete anche il dietro le quinte, sapete perché è nata La Tormenta. Spero sia un bel regalo per voi, come lo è stato per me. Un regalo che spero vi faccia trascorrere qualche ora in un mondo fatto di neve e d'amore. 

Intanto io torno in Egitto. Finalmente ho ritrovato Massimo Valerio Messalla.







 

3 commenti:

  1. I tuoi post sono sempre interessanti. Mi piacciono perché permettono a chi li legge di entrare nella tua testa e nel tuo cuore.

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  2. Dopo aver letto questa bellissima "confidenza", sono davvero felice che ogni tanto tu "smarrisca" il sentiero tracciato e ci regali questi "camei", sempre tanto, tanto graditi. Pensala così: ogni volta che ti perdi, viene fuori comunque e sempre qualcosa che fa star bene noi (forse è un discorso un po' egoistico, ma molto affezionato). Guardo il calendario e comincio il conto alla rovescia!!!

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  3. E comunque tu puoi scrivere qualunque cosa: romanzi, racconti e pure il manuale d'uso di una lavatrice, sarebbe sempre una piacevole lettura ;)

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